Tatuaggi esercito: quali si possono fare

 Tatuaggi esercito: quali si possono fare

I tatuaggi sono da sempre simbolo dell’identità di chi li porta, e possono esprimere, almeno in parte, una filosofia o un pensiero a cui la persona è particolarmente legata. Nell’immaginario collettivo, il tatuaggio è anche simbolo di forza e di trasgressione, tuttavia ci sono alcune professioni per le quali l’utilizzo dei tatuaggi è vietato.

Nell’esercito, in particolare, non è possibile portare tatuaggi. Questa severa regola, però, ha comunque delle eccezioni che consento a chi prova a entrare nelle forze militari, di portare tatuaggi, seppur con delle limitazioni. Vediamo in cosa consistono questi impedimenti e in che modo è concesso portare tatuaggi se si fa domanda per entrare nell’esercito o si fa già parte di esso.

Tatuaggi nell’esercito: è proprio impossibile averne?

Esistono fondamentalmente due tipi di regole che limitano l’uso del tatuaggio nell’esercito. Queste rispondono a delle precise direttive e si basano sul posizionamento del tatuaggio stesso e sul suo contenuto. Per il primo caso, inoltre, esiste una ulteriore differenziazione che riguarda la distinzione tra uomini e donne, mentre per il contenuto del tatuaggio valgono le stesse regole per entrambi i sessi.

Posizionamento dei tatuaggi

I componenti dell’esercito possono sì portare tatuaggi ma questi non devono essere su parti visibili del corpo. Per evitare qualsiasi tipo di interpretazione, l’esercito specifica con esattezza quali siano queste parti del corpo e come, in caso di uomo o donna, queste siano diverse. Bisogna considerare, infatti, che l’esercito ha due divise: una invernale e una estiva. Mentre la prima tende a coprire tutte le parti del corpo sia nel maschio che nella femmina, la seconda pone delle distinzioni.

Divise estive: cosa comporta per chi ha un tatuaggio

La divisa estiva maschile, infatti, lascia scoperte solo le braccia. Bisognerà stare attenti, quindi, che i tatuaggi non escano dalla manica. Se, ad esempio, si trovano sulla spalla, devono essere abbastanza corti da non essere visibili, anche in minima parte, al di sotto dell’orlo.

Per le donne le cose sono più complicate. La loro divisa estiva, infatti, è composta nella parte inferiore da una gonna. Questa arriva più o meno all’altezza del ginocchio. Da questo deriva che alle donne non è concesso portare tatuaggi sulle gambe, poiché questa parte del corpo è visibile in estate. Nessun problema, invece, per gli uomini, ai quali è concesso un posizionamento di questo tipo.

Chiaramente, qualsiasi tatuaggio posizionati sul collo o sul viso sarà immediatamente motivo di esclusione, anche se di piccole dimensioni. Lo stesso vale per la zona dietro l’orecchio, seppur non direttamente visibile.

Tipologie di tatuaggio: quali non si possono portare

Anche su questo argomento, l’esercito tende a essere molto preciso nella definizione dei contenuti. Anche se i tatuaggi non sono visibili, questi possono essere portati, ad esempio, sul torace e sulla schiena. Durante le visite mediche, però, se ci si accorge della presenza di un tatuaggio in una zona concessa, gli esaminatori staranno ben attenti a cosa questo rappresenti.

Non è possibile portare tatuaggi che, nel loro disegno o messaggio, presentino:

  • Oscenità: “quelli che secondo il comune sentimento offendono il pudore, la decenza, e il decoro e la convivenza ovvero risultino ripugnanti e volgari”.
  • Riferimenti sessuali: “quelli che oltre ad avere contenuti lussuriosi libidinosi o amorali, tendono a discriminare gli individui sulla base delle tendenze sessuali”.
  • Riferimenti discriminatori di razza o religione: “quelli che tendono ad esaltare una razza o una religione ovvero esprimono discredito o intolleranza verso persone in base alla razza, all’etnia, all’origine nazionale, al sesso o alla religione professata”.
  • Riferimenti discriminatori contro lo Stato o le forze armate: “quelli palesemente in opposizione alla Costituzione o alle leggi dello Stato italiano, che fanno riferimento ovvero identificano l’appartenenza a gruppi politici, ad associazioni criminali, o a delinquere, incitano alla violenza e all’odio ovvero alla negazione dei diritti individuali, che sono in opposizione ai principi cui si ispira la Repubblica italiana”.

È possibile rimuovere i tatuaggi?

Come fare, quindi, se si vuole partecipare al concorso dell’esercito ma si hanno tatuaggi in parti visibili del corpo o il cui contenuto sia proibito dalle suddette direttive? Esiste la possibilità di rimuovere i tatuaggi prima di partecipare al concorso. Vanno fatte delle precisazioni a riguardo. Il processo di eliminazione del tatuaggio ha due lati negativi evidenti: durata e cicatrici.

Si tratta di un’operazione che può durare anche diversi mesi, in particolare per i tatuaggi più grandi e che ricoprono una porzione ampia di pelle. È necessario, perciò, programmare con largo anticipo la loro rimozione se non si vuole correre il rischio di arrivare alle visite mediche con ancora parte di essi disegnata sul corpo.

Il consiglio è, nel caso di tatuaggi molto grandi, di rimuovere prima la porzione di inchiostro più visibile e di procedere progressivamente, provando ad arrivare alle visite con la parte ancora da rimuovere situata in un punto non evidente. Questo procedimento, però, deve essere accettato in primis dal professionista che si occuperà dell’intervento, e che deve essere il vero punto di riferimento da seguire, anche nel caso non accetti questo iter per ragioni di sicurezza.

Il secondo punto a sfavore della rimozione dei tatuaggi prima del concorso dono le cicatrici. C’è sempre il rischio che rimangano segni, a volta anche molto evidenti, sulla pelle dopo aver rimosso un tatuaggio. Se queste cicatrici risultano troppo vistose o “fastidiose”, il medico potrebbe farle diventare un motivo di esclusione.

Altri motivi di esclusione

I candidati devono sempre indicare eventuale presenza o meno di tatuaggi sul proprio corpo prima di partecipare al concorso. L’assenza di tale indicazione potrebbe comportare un’esclusione a posteriori anche dopo aver passato i test psico-attitudinali.

Esiste, infine, la possibilità di fare ricorso per l’esclusione se il motivo di questa sono i tatuaggi. La domanda va compilata entro trenta giorni dalla comunicazione di non idoneità e deve essere precisamente motivata, indicando il motivo per cui il tatuaggio o i tatuaggi in questione non abbiano contenuto e posizionamento che violino la direttiva. Anche una rimozione del tatuaggio che sia stata motivo di esclusione (nel caso di cicatrice evidente) può essere contestata con le stesse modalità di presentazione del ricorso.

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