Quanto guadagna un infermiere caposala

 Quanto guadagna un infermiere caposala

Nell’ultimo periodo sentiamo spesso parlare di ospedali, di ricoveri e di personale medico. Tra questi professionisti è interessante analizzare la figura dell’infermiere, vero punto di raccordo tra il medico e il paziente. Esistono diversi tipi di infermiere, ognuno dei quali con una diversa specializzazione e con diversi compiti da portare a termine. In particolare, in questo articolo ci occupiamo dell’infermiere caposala, una figura decisamente importante all’interno di una struttura ospedaliera, sia essa una clinica privata o un ospedale pubblico. Vediamo cosa fa un infermiere caposala e quanto guadagna.

Come si diventa infermiere caposala

Per diventare infermiere caposala occorre innanzitutto svolgere per diversi anni il ruolo di infermiere all’interno di un reparto. Questo serve per acquisire l’esperienza e le competenze necessarie per poter proseguire nella carriera infermieristica. Oltre alle qualifiche “sul campo” è necessario anche un percorso di studi avanzato. Generalmente si tende a preferire personale con una laurea specialistica in scienze infermieristiche, possibilmente un Master.

È possibile accedere al ruolo attraverso il superamento del concorso. Come titolo strettamente necessario, però, è richiesto l’AFD (Abilitazione alle Funzioni Direttive), poiché i compiti che andrà a svolgere un caposala sono prettamente legati a mansioni di coordinamento del personale e dei pazienti.

Quali sono i compiti di un infermiere caposala?

Come detto, il caposala ha compiti organizzativi e direttivi ben precisi e importanti. Oltra a coordinare tutto il personale infermieristico, con l’assegnazione dei compiti e dei turni, nonché delle deleghe, l’infermiere caposala svolge anche un altro importante compito che riguarda, più nello specifico, il rapporto con i pazienti. È responsabile, infatti, della gestione in entrata e in uscita dei pazienti. Questo vuol dire che ogni ricoverato dovrà rivolgersi al caposala per le dimissioni ospedaliere e per il ricovero.

Ma è bene ricordare che il caposala rimane, di base, un infermiere; devi quindi essere in grado, all’occorrenza, di svolgere tutti i compiti tipici di un infermiere, dal supporto di base ai medici fino all’assistenza clinica e farmacologia ai pazienti.

Qual è lo stipendio di un infermiere caposala

Ci sono diversi tipi di infermiere caposala. Può verificarsi, infatti, la condizione di un impiego part time, o di un’assistenza domiciliare. Nello specifico, però, lo stipendio di un caposala è legato al reparto che deve coordinare. Per dare un’idea generale, lo stipendio mensile minimo di un caposala è di 1450 euro. Oltre questa soglia, bisogna indagare le varie strutture e i vari reparti. I fattori che determinano l’aumento o meno di tale stipendio sono:

  • tipologia di reparto;
  • natura della struttura (se privata o pubblica);
  • anzianità;
  • nazione di residenza.

In una clinica privata, ad esempio, gli stipendi si alzano e un infermiere caposala può arrivare a percepire una retribuzione mensile di circa 2300 euro. Anche il Paese all’interno del quale si svolge tale professione incide sullo stipendio. In Italia, purtroppo, il personale infermieristico ha una retribuzione tra le più basse d’Europa; l’infermiere caposala difficilmente raggiunge uno stipendio maggiore di 2.200 al mese.

Le cose cambiano se si lavora in paesi come la Spagna o la Francia. Qui la retribuzione aumenta nettamente, arrivando anche a stipendi annui di 34.000/35.000 euro. Più ci si sposta a nord, più tali compensi aumentano. Casi davvero limite sono il Lussemburgo, con quasi 80.000 euro lordi l’anno e l’Irlanda, circa 65.000.

I bonus e gli stipendi del futuro

Anche se nel 2020 è sto introdotto il bonus di 90 euro in più in busta paga a seguito dell’emergenza Covid, gli stipendi per il personale infermieristico in Italia risultano ancora piuttosto bassi. Non si esclude, in futuro, un loro aumento visto l’elevato stress che comporta tale mansione e i carichi di lavoro sempre più lunghi.

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