Pesca alle orate: tecniche, attrezzature, periodi migliori

 Pesca alle orate: tecniche, attrezzature, periodi migliori

Tra le diverse tipologie di pesca sportiva, una delle più amate e allo stesso tempo delle più difficile è la pesca alle orate. Si tratta infatti di un pesce molto apprezzato, ma non così semplice da catturare, sia per la  sua forza che per la sua diffidenza, che lo tiene lontano dalle esche. Ad ogni modo, disponendo della giusta attrezzatura e conoscendo le tecniche adeguate, la pesca all’orata può portare grandi soddisfazioni. Entriamo ora ancor più nello specifico.

Che cos’è la pesca alle orate

Come già anticipato, la pesca alle orate è una tipologia di pesca sportiva che può essere praticata in modi e luoghi diversi, con un’adeguata conoscenza degli ambienti, dei fondali e delle diverse attrezzature che differiscono a seconda delle singole battute di pesca all’orata. L’orata è un pesce magro particolarmente pregiato e per questo rappresenta spesso la preda preferita di molti pescatori. Questo pesce tende a frequentare sia fondali duri che sabbiosi, e si trova generalmente nelle praterie litorali del mare fino a una profondità di circa 30 metri, e a una distanza dalla costa che può variare dai 5 metri ai 150 metri.

Mentre le orate più piccole possono trovarsi spesso in piccoli gruppi, le orate più grosse preferiscono una vita solitaria. Inoltre, si tratta di una tipologia di pesce che sopporta molto bene le variazioni di salsedine, per questo si può trovare anche in lagune ed estuari; oltre ad essere particolarmente sensibile alle basse temperature. Proprio grazie alle caratteristiche delle orate, il nostro Mar Mediterraneo ne è particolarmente ricco; così come l’Atlantico più occidentale, e in particolare lungo le coste, nella aree lagunari e vicino alle foci dei fiumi. Si tratta in alter parole, di una tipologia di pesca apprezzata e ambita, che richiedere tuttavia alcuni accorgimenti e una preparazione tecnica, teorica e partica adeguata.

Tecniche e attrezzature per la pesca alle orate

Come già accennato, la pesca all’orata può essere praticata in modi diversi mettendo in pratica alcune tecniche specifiche e utilizzando differenti attrezzature. Vediamolo nello specifico.

Pesca all’orata a fondo

La pesca all’orata è una tipologia di pesca praticata soprattutto a fondo che, a seconda del posizionamento sulla spiaggia o al porto, prevede rispettivamente l’utilizzo di canne da surf casting o da beach-ledgering.

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Il potenziale di lancio dovrebbe variare dai 60 ai 180 grammi in base proprio al posto dal quale si decide di pescare. Per quanto riguarda la montatura, il terminale dovrebbe essere lungo anche oltre i 2 metri, con un diametro di 0,14 o 0,16. Utile inoltre un minitrave di circa 35 cm al centro del quale bloccare una girella alla quale collegare lo stesso terminale. Sono consigliati ami particolarmente robusti, la cui dimensione può variare in base all’esca scelta.

Pesca all’orata con canna bolognese

Per la pesca all’orata può essere utilizzata anche la canna bolognese rigida, in grado di aiutare in particolar maniera soprattutto in fase di recupero dell’orata.

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In questo caso è importante l’utilizzo di un galleggiante posizionato a una profondità tale da permettere all’esca scelta di poter rimanere sospesa a mezz’acqua. Inoltre, è importante l’utilizzo di un buon guadino per gli esemplari più grandi che si potranno pescare. Altra accortezza è una buona pasturazione, frequente e divisa in piccole dosi, e ancor meglio se con una miscela di ingredienti in grado di galleggiare proprio a mezz’acqua.

Pesca all’orata dalla spiaggia

La pesca all’orata dalla spiaggia si caratterizza per l’utilizzo di attrezzature forti e potenti, per cercare di fare lanci lunghi. Le esche più utili sono vermi marini, granchi, gamberetti o esche artificiali a imitazione dei gamberetti. Importante l’utilizzo di piombi fissi e una canna da pesca di almeno 2 metri con mulinello, magari con segnalatore acustico.

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Un buon consiglio è quello di fare particolare attenzione al momento in cui l’orata abbocca, questo perché una volta che il pesce mangia l’esca è consigliato lasciare la bobina del mulinello aperta e attendere che l’orata si porti via un po’ di monofilo prima di ferrare.

Pesca all’orata dagli scogli artificiali

Per quel che riguarda la pesca alle orate da scogli artificiali, non si tratta di una pesca a fondo ma di una tecnica di pesca generalmente a mezz’acqua e non molto lontano dagli scogli stessi. In questo caso, perciò, è bene ricordare che le orate si possono trovare in maniera particolare negli anfratti, poiché impegnate nella ricerca di cibo.

Pesca all’orata notturna

Molto apprezzata è anche la pesca all’orata notturna, ricordando che durante la notte questa tipologia di pesce si trova soprattutto in prossimità della riva e dei porti. In questo caso potrebbe essere molto utile utilizzare esche in movimento come il gambero vivo o il bigattino, con un terminale del diametro che può andare dallo 0,10 allo 0,18.

Le migliori esche per la pesca alle orate

Per chiunque voglia avvicinarsi alla pesca all’orata, è bene specificare prima di tutto che l’esca per eccellenza di questa tipologia di pesca è la cozza. Tuttavia vi sono anche molte alternative dato che le orate sono per natura molto ghiotte di vermi di mare e molluschi, ma una buona soluzione possono essere anche i cannolicchi, il granchio, le sarde, diversi crostacei, i bigattini, le sardine, eventuali pesce in silicone (soprattutto in caso di spinning all’orata) e il Bibi, un invertebrato simile al verme.

Per quanto riguarda la cozza, che come abbiamo detto rimane l’esca migliore per la pesca alle orate poiché si presenta come il loro alimento di base facilmente reperibile soprattutto nelle zone portuali; il modo migliore per usarla è innescarla già sgusciata e magari messa sotto sale per renderla ancor più resistente al lancio. Nel momento in cui si cerca di insidiare orate di grandi dimensioni, è importante creare sull’amo un boccone abbastanza grande in modo che gli esemplari più piccoli non riescano ad abboccare, preservando esche e, in generale, la battuta di pesca per gli esemplari più belli.

Periodi migliori per la pesca alle orate

I periodi migliori per dedicarsi alla pesca alle orate sono senza dubbio i mesi estivi e autunnali. In questi periodi è possibile fare battute di pesca molto soddisfacenti proprio perché la temperatura dell’acqua risulta più elevata e i branchi di orate tendono dunque ad avvicinarsi molto alla costa, addirittura spingendosi quasi a terra. Inoltre, il momento della giornata migliore per iniziare la battuta di pesca riguarda senza dubbio le prime ore dell’alba, durante le quali il pesce inizia a cercare cibo e diventa dunque più semplice da pescare.

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