Pesca alla trota nei laghetti: come funziona

 Pesca alla trota nei laghetti: come funziona

Con l’arrivo dell’inverno, molti pescatori escono alla ricerca di trote da pescare. Spesso, questo tipo di pesca viene fatta a fondo nei laghetti sportivi, artificiali o naturali. Anche in estate, però, è possibile pescare la trota, in particolare nei laghi artificiali che riescono a mantenere l’acqua alla temperatura ideale per consentire questo tipo di cattura.

Come nasce la pesca nei laghetti

Si tratta di un tipo di pesca nata nel nord Italia sul finire degli anni 80. Durante questa decade, molti gestori hanno cominciato a costruire laghi artificiali e a immettere al loro interno delle specie già adulte, che potessero essere pescate anche nei periodi in cui, a causa del clima e delle naturali migrazioni, non erano catturabili all’interno dei laghi naturali. Alcuni di questi laghetti possono anche essere di origine naturale e derivare da ex cave di piccole dimensioni che, con lo scorrere del tempo, si sono trasformate in laghi. Esistono principalmente tre tipologie di pesca della trota nel laghetto: tremarella, striscio e galleggiante.

Tremarella

Questo nome deriva dal particolare movimento che il pescatore fa durante la pesca. Si deve cercare di trasmettere all’esca vibrazioni (tremori) che siano in grado di attirare il pesce. Si tratta di una tecnica molto particolare e, a volte, di difficile apprendimento. La canna dev’essere tenuta ferma per i 2/3 della sua lunghezza e solo la punta deve fare dei movimenti rapidi e che simulino dei piccoli tremori in successione.

Quello che ne consegue è un movimento a saltelli del cimino in grado di far muovere l’esca in maniera molto naturale e la rende irresistibile per la trota. È importante saper scegliere la giusta attrezzatura per usare questo tipo di tecnica. La canna deve avere vetta e sotto vetta morbide e la lenza non dev’essere troppo elastica, poiché è il pescatore che ne deve controllare i movimenti.
Nonostante la difficoltà, questa tecnica è una delle più usate in Italia e si sta diffondendo sempre di più nella pesca delle trote.

Striscio

Anche per questo metodo è necessario saper simulare il movimento della preda. Si eseguono delle evoluzioni e dei movimenti rotatori e ondulatori con lo scopo di far credere alla trota che la sua preda stia scappando. Si tratta sicuramente di un tipo di tecnica molto particolare, ma che permette di ottenere grandi soddisfazioni in caso di cattura.

Particolare importanza riveste la scelta dell’attrezzatura. In particolare, bombarda e piombino devono essere variate in base al tipo di movimento che si vuole attuare. Queste influiscono molto sul tipo di caduta dell’esca e su tutta la forza che verrà impressa successivamente. Naturalmente, più queste saranno pesanti più si avranno movimenti precisi, ma si perderà in velocità. Al contrario, un peso molto leggero di queste due componenti farà sì che si otterrà una simulazione di fuga molto più rapida ma una minore precisione nell’innesco dei movimenti.

Galleggiante

Durante il periodo invernale, le trote tendono a rimanere ferme sui fondali dei laghetti e, in questi casi, simulare il movimento di una preda può non portare gli effetti desiderati. Per questo motivo si utilizza la tecnica del galleggiante, adatto a un tipo di pesca senza movimento, ma più di attesa. Per la pesca con il galleggiante possiamo utilizzare tre montature.

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Galleggiante da trota

È specifico per la pesca della trota, anche se non differisce molto dagli altri tipi di galleggiante. Può essere utilizzato sia per la pesca in superficie che per quella di fondo. Dopo averlo tarato, non devono essere fatti movimenti bruschi ma solo recuperi e stop.

Penna

La forma allungata e sottile lo differenzia notevolmente dagli altri tipi di galleggianti. Con questa variante si possono effettuare dei movimenti simili alla tecnica della tremarella. Si consiglia l’utilizzo di un appena di pavone con portata da 3 o 4 grammi.

Tappo

Ha una forma tipica a “pallina” e risulta essere una delle più utilizzate nelle giornate di difficile pesca. Grazie a questo galleggiante è possibile sapere con precisione la posizione dell’esca, sia sul fondale che sulla superfice (per la quale è particolarmente indicata). Nel momento in cui il tappo scompare sotto il filo dell’acqua si potrà iniziare a tirare in quanto la trota avrà certamente abboccato. Di non facile realizzazione, risulta comunque una delle migliori montature.

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