Personale ATA punteggio: come si calcola

 Personale ATA punteggio: come si calcola

Con la dicitura “personale ATA” si intende chi offre servizio amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole statali italiane. Quindi ci si riferisce al personale che non rientra nel corpo fisso dei docenti. Questo vale non solo per i bidelli, per i tecnici o per coloro che lavorano in segreteria, ma anche per gli insegnanti che possono coprire le ore di supplenza. Dal momento che si tratta di impieghi ai quali si può accedere tramite graduatorie apposite, che permettono l’assunzione a tempo determinato o indeterminato, è bene sapere come fare per calcolare il proprio punteggio. Scopriamolo insieme in questo articolo di approfondimento.

Cosa sono le graduatorie ATA

Le graduatorie, in generale, sono elenchi di persone che sono disposte a ricoprire un determinato tipo di mansioni, ordinate secondo dei punteggi precisi, che si calcolano tenendo in considerazione diversi fattori. Tra questi rientrano non soltanto i meriti scolastici e i titoli di studio, ma anche l’anzianità e altre caratteristiche peculiari, come ad esempio la presenza o meno di una percentuale di disabilità. Attraverso queste graduatorie e in base ai requisiti propri di ciascuno, si può accedere ai seguenti impieghi destinati al personale ATA:

  • Area A: collaboratori scolastici, detti CS oppure, se lavorano come addetti all’azienda agraria negli istituti agrari specifici, CR;
  • Area B: assistenti amministrativi, detti AA, e assistenti tecnici, detti AT, oltre a cuochi, detti CU, infermieri, detti IF, e guardarobieri GU;
  • Aread D: direttori dei servizi generali e amministrativi, abbreviato con la sigla DSGA.

I requisiti specifici per ogni categoria

Come può risultare facile e intuibile, ognuna di queste categorie deve corrispondere a un determinato gruppo di requisiti. Vediamoli insieme.

Area A e AS: CS e CR

I collaboratori scolastici possono lavorare presso tutti i tipi di scuole e devono essere in possesso di uno di questi titoli di studio:

  • diploma di maturità;
  • diploma di scuola magistrale per l’infanzia;
  • diploma di maestro d’arte;
  • diploma di qualifica triennale professionale, rilasciato da un istituto professionale o comunque riconosciuto a livello regionale.

Nel caso specifico dei collaboratori scolastici addetti all’azienda agraria, il diploma richiesto è quello che riguarda la qualifica professionale di operatore agrituristico, operatore agro-industriale oppure operatore agro-ambientale.

Area B

Per quanto riguarda il personale ATA che rientra nell’area B, come si è visto, risponde a diverse tipologie e categorie. Quindi i requisiti possono essere più o meno specifici, a seconda del caso. Per esempio, gli assistenti amministrativi AA possono lavorare presso tutte le scuole semplicemente con un generico diploma di maturità, ma non vale lo stesso per gli assistenti tecnici AT. Infatti, in casi come questi, il diploma di maturità deve corrispondere alla tipologia di laboratorio che viene indicata nel bando specifico. Per intenderci, chi ha fatto una scuola d’arte difficilmente potrà concorrere per una posizione da tecnico di laboratorio chimico.

Rispetto ai cuoghi CU, che possono lavorare presso i convitti e le mense scolastiche, il diploma necessario è quello di operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina. Gli infermieri IF, invece, devono aver conseguito la laurea in Scienze Infermieristiche, mentre ai guardarobieri GU può bastare una qualifica professionale come operatore della moda.

Area D

Quella dedicata ai direttori, o DSGA, è un’area che si applica a tutte le scuole, ma richiede una laurea in Giurisprudenza, Scienze Politiche Sociali e Amministrative oppure in Economia e Commercio.

Come entrare in graduatoria e calcolare il proprio punteggio ATA

Per entrare nelle graduatorie, che siano di istituto o provinciali, bisogna partecipare ai concorsi pubblici che vengono messi a disposizione periodicamente. Attraverso questa procedura è possibile non solo l’inserimento negli elenchi, ma anche l’aggiornamento della propria posizione.

Per calcolare il proprio punteggio ci sono diversi parametri che devono essere tenuti in considerazione. Innanzitutto, un ruolo importante è quello ricoperto dal punteggio che si è conseguito alla maturità, nel caso delle posizioni per le quali è richiesto. Il calcolo si rende piuttosto semplice, dal momento che basta dividere il voto in centesimi per 10. In pratica, chi è uscito dalla maturità con il voto minimo, ovvero 60 centesimi, basta fare una semplicissima divisione, ovvero 60 ÷ 10 = 6,0. Se il voto è 82, per porre un altro esempio, i punti con i quali si entra in graduatoria sono 8,2. Per quanto riguarda il diploma in sessantesimi, anziché in centesimi, a partire dal voto minimo di 36 si considerano 6 punti, ai quali si aggiungono 0,17 centesimi per ogni sessantesimo in più, fino ai 100 centesimi che corrispondono a 60/60.

Tra i voti presi in considerazione, per calcolare la media complessiva nel caso in cui si ha un titolo diverso dal diploma di maturità, non rientrano quelli di religione, di educazione fisica e nemmeno il voto di condotta, se espressi in decimi. Nel caso in cui si possiede un titolo di studio in cui è espressa una qualifica complessiva non numerica, i valori hanno le seguenti corrispondenze:

  • sufficiente: 6;
  • buono: 7;
  • distinto: 8;
  • ottimo: 9.

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